giovedì 29 settembre 2011

"Te la do io l' America"

"Te la do io l'America", quella che soltanto una foodblogger ti può raccontare, sbirciando nelle panetterie e curiosando nei marketplace, preferendo souvenir come miele e biscotti ai mille prendipolvere che appesantiscono le valigie (e le case) di molti.
CHICAGO
Iniziamo il nostro viaggio da Chicago; parola d'ordine Gino's East
per gustare la Chicago's original deep dish pizza, una pizza/nonpizza dalla forma circolare, cotta in teglia e dalla cosistenza vagamente simile a quella di una quiche con impasto alle patate, anche se di patate non credo che ve ne sia traccia nella ricetta (si lo so, sembra tutto molto strano) . In questo ristorante siamo andati guidati dalla mia carissima amica Cyn, originaria di Indianapolis ma innamorata da sempre di Chicago. Ve lo dico subito, gli americani impazziscono per questa pizza/nonpizza mentre gli italiani sono piuttosto divisi nei giudizi; i miei amici Nicola e Valeria ad es. la giudicano troppo pesante mentre io e il comitato l'abbiamo apprezzata pur trovando il sapore e la consistenza molto diversi da quelli ai quali siamo abituati, decisamente un'ottima nonpizza. Vi consiglio di non fare l'errore di ordinare un deep dish pizza a testa come si farebbe con una normale pizza, noi eravamo in cinque e una teglia è stata più che sufficiente (vi ho detto tutto).
HAWAII
Facciamo un bel salto (decisamente lungo) e approdiamo nelle mitiche Hawaii. Queste splendide isole sono sorprendenti anche dal punto di vista gastronomico; la cucina tradizionale è infatti caratterizzata da sapori e profumi insoliti, non sempre particolarmente appetibili per gli europei, ma indubbiamente dotati di un loro fascino. Ananas, papaya e mango sono irresistibili, ben diversi da quello che troviamo nei nostri supermercati; gli smoothies alla frutta esotica non hanno eguali.
Un'ottima occasione per una full immersion nella cucina del Pacifico può essere rappresentata dalla partecipazione ad un Luau, un evento che prevede oltre alla degustazione di piatti tipici anche la possibilità di assistere a spettacoli danzanti folkloristici che introducono il tema delle diverse portate. Noi siamo stati al Feast at Lele di Lahaina, nell'isola di Maui, posto incantenvole con tramonto da cartolina (incluso nel prezzo).
Ad ogni modo ciò che è davvero buono alle Hawaii è il Sushi, ottimo il ristorante Ocean Sushi a Hilo nella Big Island. Pesce freschissimo, preparazioni realizzate sul momento e prezzi convenienti sono la loro ricetta vincente. Impressionante la quantità di piatti da asporto preparati durante la nostra cena E' risaputo, in genere gli americani non amano cucinare, ma quando ho sentito nello show di Oprah che in una settimana le famiglie americane acquistano mediamente almeno quattro volte cibo take away sono rimasta di sasso.
Vicino alla Punalu'u Black Sand Beach nella Big Island c'è la bakery più a sud di tutti gli Stati Uniti. Peccato che questo ne costituisca l'unico vanto in quanto i prodotti da forno sono a dire il vero piuttosto miseri ed insapore . Divertente (ma non certamente buono) il traditional Hawaiian sweetbread al taro ed alla guava, che gli americani mangiano affogati con sciroppi di vario genere, burro fuso e una spolverata di zucchero a velo giusto per gradire.
Per il dolce ci spostiamo nell'isola di Ohau dove ci attendeno, manco a dirlo, le meravigliose Cheesecake della Cheesecake Factory di Waikiki. Difficile scegliere tra tante proposte, non resta che buttarsi con la consapevolezza che la torta che serviranno al tavolo vicino sembrerà sempre più golosa della vostra. Un consiglio, ordinate una fetta per coppia, mangiarla da soli sarà una mission impossibile per il vostro stomaco.
BOSTON
Ultima tappa del nostro viaggio, come non parlarvi del Faneuil Hall Mareketplace di Boston, un giro del mondo in pochi passi tra asiatici, messicani, italiani e indiani che propongono le rispettive cucine tradizionali fortemente americanizzate. Sembrerebbe tutto molto turistico ma sono molti i bostoniani che scelgono di fare un pasto veloce al F.H. Marketplace (slow food salvaci tu). Ovviamente, io sono stata attratta da quanto di più americano non si poteva trovare, ignorando quella che considero una finta cucina.

Cookies di ogni tipo e dimensione.







Mele glassate con il cioccolato dalle infinite decorazioni.












Improponibili bagel pizza a rischio indigestione,









Non andate via da Boston senza essere passati prima dalla Mike's Pastry, in little Italy ovviamente. Mettete in conto di dover fare un po' di fila, i cannoli di questa pasticceria vanno per la maggiore in città. Una volta acquistati mangiateli subito, la sera purtroppo la loro cialda non sarà più così croccante, il comitato ne sa qualcosa.

SOUVENIR DAL PACIFICO

Questa volta di ritorno dall'america nella mia valigia hanno trovato posto esclusivamente prodotti di origine hawaiana. Quest'inverno scalderanno gli uggiosi pomeriggi con i loro profumi ed i loro sapori ,che spero riescano a rievocare le atmosfere di quei luoghi ormai così lontani, ai quali ho riservato un posto speciale nel mio cuore.

1. Miele e marmellata sono certamente prodotti imperdibili data la peculiarità della vegetazione hawaiana. Fiori di albizia , albero del pane e fiori delle piantagioni di caffe di Kona sono stati la mia scelta, ma altre ancora avrei potuto farne nel negozietto di Mr. Ed, nella Big Island. Qui la (s)cortese commessa vi farà assaggiare quello che più vi incuriosisce e provvederà ad impacchettare i vostri acquisti in modo che non esplodano una volta messi in valigia.
2. Lo zucchero di canna è un'altro prodotto che va per la maggiore alle Hawaii. Nell'isola di Maui c'è un trenino rosso che porta i turisti a visitare le piantagioni di canna da zucchero; io e il comitato gli abbiamo preferito la spiaggia.
3. Le macadamia nuts, una vera scoperta, sopratutto ricoperte di cioccolato (aggiungo io più golosa del comitato che le preferisce nature). Queste che vedete nella foto sono quelle che abbiamo acquistato direttamente da un produttore di Kona nella Big Island, in un piccolo spaccio proprio di fronte alla piantagione, altre ne abbiamo acquistate al supermercato dove c'è solo l'imbarazzo della scelta.
4. Il caffè di Kona. Visitare una delle Farms è sicuramente un'esperienza da fare. Oltre ad una visita guidata delle piantagioni potrete gustare i diversi tipi di caffè che qui vengono prodotti. Noi siamo stati nella Greenwell Farms, una delle fattorie più antiche che ormai sotto il proprio marchio raccoglie diversi piccoli produttori locali che difficilmente riuscirebbero da soli a stare sul mercato. Tra i piccoli produttori che resistono nonostante tutto vi segnalo il Ko Me'ike Ranch; il simpatico proprietario ha un banchetto lungo la strada di Kona, il caffè è molto buono ed i prezzi davvero vantaggiosi.
LIBRI
Non c'è viaggio che non preveda una piccola incursione in libreria. Questa volta ho frugato tra gli scaffali di una libreria vicino Cambridge ed ho scelto questi due volumi:


5 commenti:

valentina-cucinaecantina ha detto...

bello...tutta invidia la mia!!

Cannelle ha detto...

Ciao Sara, un post da leggere tutto d'un fiato! Sono contenta che tu abbia fatto questo bel viaggio, Ora aspetto qualche ricettina dai nuovi libri.
Sm@ck by Cannelle

Cannelle ha detto...

Saraaaaaaaaaa, quando torni nella cucina del cucchiaino? Ti aspetto!!!
Felice 2012.
Cannelle

cessione del quinto ha detto...

Si sa che gli americani non hanno una cultura gastronomica e questo post lo conferma,sono stata anche io negli stati uniti e a dire la verità i restauranti italiani sono molto frequentati.Complementi per il post .Daniela

miciapallina ha detto...

Saraaaaa.... ci manchi!!! Quando torni?

nasinasi